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San Benedetto di Aniane: la riforma dei Benedettini
Quando ci rechiamo a Montecassino e pensiamo al monachesimo Benedettino, non dovremmo solo pensare a San Benedetto da Norcia ma anche al così detto Secondo Benedetto, vissuto ai tempi di Carlomagno. Era nato con il nome di Witiza figlio di Agilulfo, conte visigoto di Maguelone in Languedoc in Francia. Durante l’attraversamento del fiume Tesino vicino Pavia, mentre stava annegando, fece voto di abbandonare la vita secolare e di dedicarsi alla vita religiosa.

La riforma Benedettina lontana da Montecassino
Tornato a casa San Benedetto entrò prima nell’abbazia di Saint-Seine come monaco, poi quando i confratelli decisero dopo alcuni anni di nominarlo abate, si rifugiò presso un eremo vicino al ruscello di Aniane, dove raccolse presto talmente tanto discepoli da vedersi costretto a costruire un vero e proprio monastero. Qualche anno più tardi dopo la morte di Carlomagno, il suo successore Ludovico il Pio lo volle vicino ad Aquisgrana, dove si dedicò alla scrittura di opere sulla Regola Benedettina.

L’importanza della riforma carolingia per la vita dei Benedettini
La grande opera di riforma di San Benedetto di Aniane non mirò a modificare la regola Benedettina scritta dal fondatore, ma ad uniformarla sul territorio dell’Europa di quei tempi. Secondo i suoi desideri, tutte le case avrebbero dovuto uniformarsi nelle regole, sia nello stile di vita che nell’abito, e capí l’importanza di nominare dei visitatori che avrebbero vigilato sul rispetto delle regole. Secondo la sua idea, la Regola andava osservata completamente, non doveva essere spiegata o commentata, doveva solo essere osservata.

Gli affetti della riforma carolingia sull’Abbazia di Montecassino oggi.
Per creare questa uniformità di comportamento ed osservanza, San Benedetto immagina che al sopra degli abati che governavano ogni comunità, ci dovesse essere un superiore, lui stesso, che fungeva da Abate Generale. Aveva quindi posto le basi alla creazione delle Congregazioni, come le due che nasceranno da lì a poco, Cluny e Citeaux. A Cluny venne conservata l’organizzazione centralizzata simile alla sua, ad a Citeaux invece si ritornò al primato della regola di San Benedetto da Norcia, anche se con connotazioni un po’ diverse.

La Regula Aquensis e gli effetti ancora attuali
La riforma di San Benedetto di Aniane si diffonderà in tutto l’impero grazie alle assemblee di Aix-la-Chapelle. Esse si tennero nel 816-817 si concentrarono sull”uniformare le regole e le pratiche all’interno delle comunità religiose, attraverso l’adozione della “Regula Aquensis“, un insieme di norme che regolamentava la vita dei canonici e delle canoniche, stabilendo un modello di riferimento per la disciplina e la vita comunitaria. La riforma colpì anche le canonichesse, come le si chiamava a quel tempo.

Le riforme benedettine nell’Impero di Carlomagno
Il documento varato dal Concilio di Aquisgrana nel 816-817 sottolineava nel suo prologo, che i superiori delle varie comunità stavano venendo meno ai loro doveri, e che la vita comunitaria non seguiva uno standard comune. Per questo motivo si pensò di scrivere una regola per i monaci, ma anche per le donne che vivevano secondo i canoni, cioè per esempio le mogli degli ecclesiastici ordinati.

Le regole uguali per tutti monasteri
Nel primo sinodo, tra gli altri argomenti fu stabilito, che i monaci dovessero imparare a memoria la Regola , che i monaci si dedicassero al lavoro manuale ogni volta che serviva, che non mangiassero volatili a meno che non fossero malati, e che facessero solo due bagni all’anno, uno a Natale ed uno a Pasqua. Dovevano radersi solo una volta ogni 15 giorni, non dovevano uscire in strada da soli, e non potevano baciare donne. L’Abate doveva provvedere per ogni monaco 2 camicie, due cocolle, due mantelli, 4 calze, due paia di calzoni, 2 fasce, due paia di calzature ed un paio di ciabatte notturne. Gli abati dovevano seguire le regole esattamente come i loro monaci.

La Regola Benedettina riformata a Montecassino. Una visita guidata di Montecassino particolare
Questa opera di riforma nata dalla Francia, si sparse in tutta l’Europa di allora, andando ad influenzare in Italia l’Abbazia di Nonantola e quella di Montecassino. Ancora oggi i monaci hanno 2 abiti a loro disposizione, uno da indossare ed uno da lavare, ma non esistono regole riguardo la rasatura e soprattutto non esiste più la tonsura tipica del medioevo. Dobbiamo però sottolineare che i monaci di Montecassino non apprezzarono la rigidità di Benedetto di Aniane.

Le consuetudini Benedettine a Montecassino
Nel Supplex Libellus redatto da Eigilio,futuro abate di Fulda, inviato a Ludovico il Pio nel 817, i monaci chiedevano di poter difendere le proprie consuetudini. Chiedevano di riconsiderare la quantità della carne e delle pietanze che i monaci avevano il diritto di consumare a Montecassino ai tempi di Benedetto. Fu mandato in Francia la quantità del peso del pane, circa 1kg, e quella del vino, circa 1 quarto di litro. I volatili venivano mangiati a Montecassino solo il giorno di Natale e quello di Pasqua. Per quanto riguarda il vestiario i monaci Cassinesi hanno 3 tuniche, e 2 mantelli.

Carlo Magno a Montecassino
Bisogna comunque ricordare che proprio in virtù dell’importanza della osservanza cassinese, in questo periodo storico, giunsero a Montecassino: S. Sturmi di Fulda inviato da S. Bonifacio, l’ex re franco Carlomanno zio di Carlo Magno, e ex re longobardo Ratchis. Proprio Carto Magno nel 787 visitò Montecassino e confermò ai monaci i loro beni, le immunità ed il diritto di libera elezione dell’abate (leggi ciò che scrivo sul chiostro dei benefattori e la statua di Carlo Magno)
Visita di Montecassino con focus su San Benedetto di Aniane
Visita di Montecassino con focus su San Benedetto di Aniane
SKU del prodotto: Tour-aniane
Brand di prodotto: Monte Cassino War Tours
Valuta del prodotto: EUR
Prezzo del prodotto: 160
Prezzo valido fino a: 30-12-2050
Prodotto in magazzino: InStock
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